Progetto STEM science-technology-engineering-mathematics al femminile

Il club internazionale Soroptimist Italia, impegnato da anni  a diffondere la cultura di genere e delle pari opportunità nelle scuole,  promuove in accordo con il MIUR il progetto Si fa STEM, progetto che investe diversi istituti scolastici  italiani , grazie alle azioni dei club Soroptimist locali  presenti sul territorio nazionale.

Con  l’acronimo  STEM si fa riferimento a Science, Technology, Engineering, Mathematics, ambiti di studio e percorsi lavorativi  tradizionalmente associati a un dominio fortemente maschile.  Dal 28 al 30 gennaio prossimi il  club Soroptimist di Rimini accoglierà una studentessa del MIT di Boston per condividere in particolare con  le studentesse del liceo scientifico A.Einstein  una serie di attività volte a promuovere  tra le giovanissime l’interesse per le carriere STEM incentivando la presenza femminile negli stessi percorsi STEM; questa è solo la prima fase del progetto che si configura anche come Alternanza Scuola Lavoro e che si  svilupperà nei prossimi mesi  presso il  liceo riminese- grazie all’intervento di docenti e ricercatori afferenti all’ateneo bolognese – per concludersi a maggio 2019; si metteranno in campo   azioni di ricerca e studio intese a mandare in frantumi il pregiudizio secondo cui lo studio delle  discipline STEM e una possibile carriera  in quell’ambito  siano prevalentemente rivolti ai maschi.

Si fa STEM si innesta naturalmente sul progetto internazionale Erasmus + I SEE ( Inclusive STEM Education to Enhance the capacity to aspire and imagine future careers ) coordinato  dall’Università di Bologna in una partnership che include lo stesso liceo Einstein, la University of Helsinki e  il Normal Lyceum della capitale finlandese, l’Icelandic Environment Association (IEA) e Hamrahlid College di  Reykjavik, la Fondazione Golinelli di Bologna, l’Association for Science Education (ASE) di  Londra. L’impegno dei partner si traduce nella ricerca di approcci didattici innovativi e progettazione di moduli che trattano temi trasversali complessi e socialmente rilevanti (ad esempio il cambiamento climatico, l’intelligenza artificiale, l’informatica quantistica). L’obiettivo   è quello di favorire, attraverso l’educazione scientifica,  le capacità  degli studenti – in un’ottica di effettiva e comprovata parità di genere- di  immaginare il futuro ed aspirare alle carriere STEM nella cornice  più ampia di formazione dell’identità come persone e cittadini capaci e consapevoli  in un mondo globale in rapido cambiamento.

 

LA NOSTRA ESPERIENZA

E’ iniziato presso il liceo scientifico Einstein, con l’incontro con la studentessa Christine Soo di Boston, il percorso del progetto Stem del club di Rimini. La presidente l’ha accolta e presentata a ragazzi e docenti della scuola con altre socie coinvolte nel percorso che proseguirà grazie alla collaborazione di docenti e ricercatori di Fisica dell’università di Bologna parte del gruppo che ha ideato “I see” nel più vasto mondo Erasmus per fornire alle giovani donne strumenti per immaginare il loro futuro con una nuova mentalità. Tre incontri-confronti per prepararsi alla pari al domani!

Il 28 gennaio ’19  è arrivata Christine la ragazza del M.I.T. di Boston,  ospite del nostro Club.

Il 29 mattina la nostra presidente Rita Turci  con Alessia Balducci e Laura Lasi l’hanno accompagnata al liceo dove è stata accolta con molto entusiasmo dalla Preside, dalla Vice-Preside dalla Prof Paola Fantini e da altre docenti di inglese. Durante la mattinata ha svolto una lezione, in inglese,  ai ragazzi di terza C.

Per completare l’iter iniziato con la presentazione della studentessa di Boston si è compiuto presso il liceo Eintein con esercitazioni interazioni e test finali il percorso completo dal titolo: “la complessità del mondo: giovani ricercatori in ambito STEM”; si è sviluppato in tre incontri nell’ultima settimana di marzo con i docenti Paola Fantini e Gianni Zanarini del dipartimento di Fisica dell’università di Bologna,  Eleonora Barelli dottoranda in Science Computation e Laura Branchetti ricercatrice dell’Università di Parma -presenti le socie referenti e la presidente Rita Turci.